Marchi
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E’ dal 1992 che Pier Paolo e Stefano Antolini coltivano la vite in terreni di proprietà sulle colline dei comuni di Marano di Valpolicella, San Pietro in Cariano e Negrar. Il rispetto della tradizione e della tipicità dei vini sono e saranno sempre un valore fondamentale per i due fratelli che, ignorando le mode, si propongono sempre come obbiettivo primario quello di valorizzare al massimo i vitigni autoctoni, il territorio e la sapienza del vignaiolo, affinchè ogni vino che producono ne sia l’espressione più completa e sincera.
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Facendo tesoro di un’esperienza vinicola tramandata da oltre un secolo, i fratelli Giampiero e Francesco Rillo decidono nel 2004 di dare forma e sostanza ad un desiderio condiviso da sempre con il padre Vincenzo e mai sopito, ossia quello di produrre e vinificare in proprio. Nasce così Cantine Tora, piccola realtà vitivinicola beneventana ubicata nello splendido borgo di Torrecuso. Sin dalla nascita l’Azienda ha deciso di praticare un’agricoltura sostenibile, facendosi garante della valorizzazione del patrimonio enologico dell’area del Taburno e della tradizione vitivinicola ad esso connessa. La selezione delle uve migliori e il costante controllo della qualità conferiscono al prodotto finale importanti proprietà organolettiche che si esprimono attraverso colori vivaci e luminosi e corredi olfattivi intensi e di rilevante complessità.
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Fabio Di Donato è un giovane produttore che all’inizio degli anni novanta ha saputo trasformare, in poco tempo, la piccola realtà agricola di famiglia, dedita alla coltivazione dell’olivo, in un’azienda vitivinicola. La cantina Cingilia si trova a Cugnoli, in provincia di Pescara, nell’estremità sud orientale del massiccio del Gran Sasso, a circa 30 km dal mare. Grazie al particolare microclima che caratterizza la zona, con inverni rigidi ed estati molto asciutte, ventilate e calde, e alla varietà di un terreno che spazia da depositi alluvionali, prevalentemente ghiaiosi, a zone collinari argillose e calcaree, Fabio riesce ad ottenere il meglio dalle molteplici tipologie di vitigni coltivati. Ad oggi sono quattro gli ettari vitati ed il sistema di allevamento è la classica Pergola abruzzese. In cantina le lavorazioni sono ridotte al minimo, con l’unico scopo di rispettare la tipicità del vitigno ed esaltare le caratteristiche del terroir.
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Colle Cerè è una piccola cantina a conduzione familiare, fondata da Cesare Righetti nel 1991 a Negrar di Valpolicella. I vigneti si estendono su una proprietà terriera di circa 5 ettari in zona collinare e sono coltivati esclusivamente a pergola veronese. Sia nei campi che in cantina il lavoro segue uno stile classico, poco invasivo, orientato a produrre vini sinceri e autentici in grado di trasmettere al primo sorso la tradizione della Valpolicella Classica, vale a dire quel connubio perfetto di struttura, compostezza e grande eleganza.
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La storia di questa piccola realtà vitivinicola con sede a Cellore, paesino dell’est veronese, parla di vigne e di sogni, di un uomo e del suo amore per la terra e di un desiderio: tracciare la propria strada. Nel 2009 Francesco stravolge tutta la sua vita per dedicarsi ad un un progetto ambizioso: aprire una cantina e fare un vino che lasci il segno. Accompagnato dalla moglie Adriana, nasce così Corte Canella. Nel 2013 si unisce Gloria, figlia di un sogno che non le apparteneva ma che adesso ne incarna il futuro. Metti insieme spirito imprenditoriale, coraggio, ambizione e quel briciolo di incoscienza che serve a fare i grandi salti nella vita, e troverai la famiglia Venturini.
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L’amore e la passione per la viticoltura sono antiche nella famiglia Cavedini e si tramandano da generazioni. E’ da questa tradizione che nel 1966 nasce l’azienda Corte Cavedini, quando Umberto raccoglie dal padre Guido la sfida di valorizzare i vini della Valpolicella, coltivando i propri vigneti e unendo tradizione, innovazione, storia e cultura del territorio. Oggi ad affiancarlo ci sono anche i figli Marco ed Elena. L’azienda, che ha sede a Marcellise, possiede otto ettari di vigneto in posizione collinare, situati nelle immediate vicinanze della cantina ad un’altitudine che oscilla tra 110 e 180 metri con esposizione Est-Ovest e Sud-Est. Il terreno è prevalentemente di origine calcarea e le viti sono coltivate con sistemi integrati al fine di ridurre al minimo l’utilizzo di prodotti chimici. La gestione del vigneto, la potatura e la vendemmia sono eseguite a mano.
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Rifondata nel 2010 dopo aver ereditato i terreni dal padre Carlo, ubicati nei comuni di Barolo e Monforte d’Alba, i due fratelli Diego e Damiano Barale ridanno vita all’azienda di famiglia in una delle cascine più antiche di Barolo. L’azienda si sviluppa per 8 ettari con vigneti di proprietà nelle zone di Cannubi, Monrobiolo di Bussia, Castellero nel comune di Barolo e San Giovanni nel comune di Monforte d’Alba.
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Pur non provenendo da una famiglia di viticoltori, Philippe Cordonnier è stato a contatto con la vite fin dalla sua giovinezza e grazie ad una tenacia fuori dal comune è riuscito a trasformare quella che era una semplice passione per il mondo del vino in una professione. Dopo la formazione a Beaune, inizia a farsi le ossa lavorando presso alcune delle più prestigiose tenute della Borgogna dove acquisisce le competenze nel campo della vinificazione. Nel 2009 fonda l’omonima casa vinicola a Corgoloin, piccolo comune situato nel cuore della celebre Cote de Nuits, e nel 2015 vinifica le sue prime annate. Oggi i vigneti dell’ azienda si estendono su una superfice di 7 ettari distribuiti su 11 diverse denominazioni, tutti coltivati in regime biologico nel massimo rispetto del terroir.
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Arnaud Mitanchey, figlio di un viticoltore della Borgogna, ha preso in carico l'azienda di famiglia nel 2011 dopo aver studiato enologia e aver trascorso alcuni anni in California. Inizialmente la Tenuta poteva contare sulla proprietà di un unico appezzamento all’interno della denominazione Hautes Côtes de Beaune ma grazie a ripetuti e cospicui investimenti Arnaud è riuscito a sviluppare progressivamente l’azienda che oggi possiede 9 ettari distribuiti su 12 diverse denominazioni come Maranges, Santenay, Meursault oltre a Pommard e Beaune. La certificazione HVE ottenuta nel 2016 testimonia l’impegno costante di questo Domaine nella valorizzazione del territorio, interpretato seguendo i dettami dell’agricoltura biologica e adottando un approccio enologico minimalista che esclude il ricorso a pratiche impattanti e invasive.
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La famiglia Ruffo vive a San Briccio dal 1627, se non addirittura da prima, ma è solo dalla fine dell’Ottocento che si ha memoria, dai racconti degli avi, della coltivazione della vite e della produzione di vino. La storia certa però inizia a metà anni 60’ del Novecento quando Ernesto, classe 1936, aiutato da uno zio esperto viticoltore e vinificatore, decide di iniziare l’avventura di hobbista artigiano del vino. Grazie alla passione, allo studio, alle prove e alla piantagione del primo vigneto ‘moderno’, Ernesto intraprende questo percorso amatoriale e, visto il successo riscosso, lo trasforma in una piccola attività a metà anni ’90 che diventa poi azienda vitivinicola fondando la Ernesto Ruffo Vino, assieme al figlio Leonardo, nei primi anni Duemila.
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Nel 1994 i fratelli Ettore e Filippo Finetto, partendo da zero, decidono di dedicarsi esclusivamente alla vitivinicoltura, fondando un’azienda agricola sulle colline di Tregnago, in Val d’Illasi. L’intento è quello di puntare tutto sul “brand” e non sulla denominazione di origine, creando prodotti unici che rappresentino fedelmente la loro concezione di enologia, un connubio di arte e scienza in grado di coniugare al meglio la realizzazione dei propri sogni, la curiosità di sperimentare, la passione e l’ambizione personale.
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L’azienda agricola Gentili nasce nel 1979 per volontà di Carlo Gentili, che con pochi fondi a disposizione ma con grande tenacia costruisce poco per volta una cantina, ricavata all’interno di una corte del XV° secolo, ed impianta i vigneti nei terreni circostanti, incastonati tra il Monte Baldo e il lago di Garda. Per trent’anni l’intera produzione aziendale è destinata alla vendita come prodotto sfuso ad altre cantine, ma dal 2010, con la direzione dei figli Enrico ed Elisa, inizia un percorso di valorizzazione delle potenzialità viticole ed enologiche dell’azienda attraverso il recupero dei vecchi vitigni locali e dei metodi di coltivazione del passato. L’azienda, pur non avendo ancora chiesto una certificazione biologica, crede che ogni produzione agricola dovrebbe avere rispetto della natura e della salute del consumatore. Per questo da molti anni sta cercando di ridurre e talvolta eliminare le pratiche dannose, ricercando piuttosto le buone prassi tradizionali che consentono di riportare in vita un sistema agricolo ricco di biodiversità e di rispetto del suolo, della pianta, delle risorse idriche e del lavoro dell’uomo.
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Stefano e Paola hanno iniziato la loro vita da viticoltori a Bolgheri nel 2000. La scelta non è scaturita da una ricerca di mercato ma da un impulso che ha portato ad incanalare tutte le loro energie verso un progetto unico senza alternativa alcuna. Il punto di partenza è stato quello di fare una vigna e un vino senza compromessi. La qualità quindi non è il punto di arrivo ma solo un elemento intrinseco che esiste ed è fondamentale. I Luoghi hanno incominciato producendo esclusivamente due vini DOC Bolgheri che esprimono equilibrio, eleganza, carattere e capacità evolutiva nel tempo: caratteristiche intrinseche dei grandi vini del territorio Bolgherese.
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Nel 1992 la famiglia Morini acquistava uno storico casale degli inizi del 900 contornato da splendidi vigneti nel cuore della Val di Mezzane. In questa zona decise di costruire un nuovo edificio da adibire a cantina di vinificazione e maturazione. Oggi l’azienda agricola Ilatium Morini è condotta con amore e passione da sette tra fratelli e cugini, che hanno continuato l'opera dei genitori raggiungendo grandi traguardi. Ilatium è un'azienda che si è modulata nel tempo, acquisendo nel corso degli anni vari appezzamenti di terreno che l’hanno portata ad assumere gli odierni connotati. Attualmente vengono coltivati 40 ha di terreno suddivisi tra la zona del Valpolicella e del Soave, producendo all'incirca 6 mila quintali di uve D.O.P.
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Il percorso che ha portato alla nascita di questa cantina è simile a quello di tante altre attività imprenditoriali sarde. Giovani che emigrano all’Estero, hanno successo, ma il legame con la propria terra è così forte da spingerli a tornare per realizzare qualcosa di importante. E’ la storia di Renato Spanu e di Jankara, realtà vitivinicola che vede la luce nel 2006 e che già dal nome scelto mette in evidenza l’orgoglio del fondatore per le proprie origini, in quanto altro non è che la crasi dei topònimi Jannaca e Karana indicanti i cru in cui erano collocate le vigne del nonno. Oggi l’azienda può contare su una proprietà di circa 8 ettari di vigneto ubicati sulle colline dell’Alta Gallura, dove il terreno granitico, la forte escursione termica tra la notte e il giorno e la presenza di venti pressochè costanti permettono all’uva di raggiungere importanti livelli di complessità e maturità.
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L’azienda agricola Pomona dispone di 6 ettari di vigneto in un unico corpo, dislocati nel comprensorio di Castellina in Chianti a 350 mt sul livello del mare. Qui grazie al suolo costituito da alberese e calcare, il Sangiovese ha trovato il suo habitat ideale. Monica Raspi, la proprietaria, è una vignaiola tutta d’un pezzo che coltiva la vite secondo le regole dell'agricoltura biologica, cercando di mantenere la biodiversità e seguendo i cicli biologici e l'andamento delle stagioni. Niente concimi alle piante, solo sovescio e istinto. In cantina la mano è leggera, mai troppo interventista, sia nell'affinamento in legno che nelle estrazioni tanniche, con l’obiettivo di mantenere una forte identità territoriale, perseguendo sempre e comunque l'idea che il vino debba essere un piacere, per il naso, per la bocca e per l'anima.
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Roberto Abbate è un giovane vignaiolo siciliano che, seguendo istinto e passione con la consapevolezza di chi ha le idee chiare, ha saputo concretizzare il suo sogno di produrre vini sull’Etna. Nel vigneto di proprietà, ubicato a Passopisciaro, nella frazione di Castiglione di Sicilia, le piante hanno un’età media di 80 anni e vengono coltivate assecondando l’antica tradizione contadina, che prevede esclusivamente potature corte, arature, zappature, legature ma soprattutto trattamenti a base di zolfo e rame in quantità ridotte. In cantina stesso approccio poco interventista per preservare l’identità del territorio: barrique stra-usate praticamente neutre, fermentazioni spontanee, poca solforosa ed un utilizzo imprescindibile del sughero per la tappatura.
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L’Azienda Roccolo Grassi nasce nel 1996 a Mezzane di Sotto e conta in totale 14 ettari di vigneti, per una produzione annuale limitata a poche migliaia di bottiglie. La gestione della cantina è affidata alle attente mani di Marco Sartori, giovane enologo che ha saputo garantire all’azienda di suo padre una continuità di conduzione familiare orientata a realizzare vini importanti in grado di esprimere l’autenticità del terroir. Fin dal primo anno capire ed interpretare l’ambiente ed il vitigno, è stato (ed è ancora oggi) il principio cardine della sua filosofia produttiva per ottenere vini di eccelsa qualità.
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I Sobrero nascono come contadini, prima ancora che come vinificatori, e ancora oggi si occupano direttamente della coltivazione delle uve da cui nascono i loro vini. La famiglia controlla circa 20 ettari di vigneto, situati quasi totalmente su terreni di proprietà nel Comune di Castiglione Falletto, in Provincia di Cuneo. L’amore dei Sobrero per Castiglione è viscerale ed è dovuto principalmente a due ragioni: la prima, sicuramente affettiva, sta nel fatto che i loro antenati risiedono in questo borgo medievale ormai da diversi secoli. La seconda, forse ancor più importante, sta nel fatto che il territorio di questo comune si trova nel cuore della zona di produzione del Barolo e questo permette di ritrovare nel vino prodotto qui tutte le migliori caratteristiche dei comuni circostanti. Si dice infatti che il Barolo di Castiglione Falletto abbia l’eleganza e i profumi di quelli che vengono prodotti a La Morra e a Barolo ma allo stesso tempo sia più alcolico, robusto e longevo proprio come quelli di Monforte d’Alba e Serralunga d’Alba.
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La famiglia Oberpertinger si dedica con passione alla viticoltura da tre generazioni. Il podere di proprietà si estende su una superfice di 3 ettari appena sopra la cittadina medievale di Chiusa, nel cuore della Valle Isarco, ad un altitudine di 500 metri sul livello del mare. I pendii rivolti a sud, le forti escursioni termiche e la particolare composizione dei terreni, costituiti da dioriti e scisti, contribuiscono enormemente alla qualità indiscussa dei vini prodotti dall’Azienda, tutti caratterizzati da un corredo aromatico sottile e fruttato e da un corpo straordinariamente elegante e deciso.
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Le origini della tenuta sono strettamente legate alla vita del professor Riccardo Paccagnini, antenato della famiglia Tiezzi, considerato un “pioniere del Brunello”: a lui si deve la nascita e la commercializzazione nel 1870 del primo vino con etichetta “Brunello”, che ottenne numerosi riconoscimenti anche oltralpe. L’azienda attuale, fondata negli anni ottanta da Enzo Tiezzi, agronomo ed enologo, si estende su 10 ettari, di cui 3 coltivati a oliveti e 6 a vigneto, articolati in tre poderi: Cerrino, Cigaleta e Soccorso, cuore e gioiello dell’azienda. La filosofia produttiva seguita da Enzo Tiezzi è quella tradizionale, che vuole la fermentazione delle uve in tini di legno e l’affinamento in grandi botti di rovere di Slavonia. Le tre vigne sono collocate in zone diverse del territorio montalcinese: Cerrino e Cigaleta sorgono a 3 km da Montalcino a 350 metri slm; Vigna Soccorso, invece, è adiacente al centro di Montalcino, a 500 metri slm, coltivata ad alberello, al fine di limitarne la produzione e valorizzarne l’aspetto estetico.
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L’azienda agricola ha sede all’interno di una storica dimora settecentesca situata a Strassoldo, splendido borgo feudale fortificato tra Palmanova ed Aquileia. Nel corso degli ultimi anni Roberto Vitas ha riorganizzato l’intera superficie vitata con sistemi di allevamento di moderna concezione. Nel solco di una tradizione tramandata di padre in figlio da quattro generazioni, gestisce personalmente tutti i processi produttivi dell’intera filiera, dalle uve – esclusivamente di produzione propria - fino alla bottiglia finita. Con la sua visione giovane e dinamica ha dato un ulteriore impulso ad un’ azienda familiare che da poco ha superato i suoi primi cento anni di attività.
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La famiglia Zanoni coltiva la vite e produce vino in Valpolicella dall’inizio del secolo ed oggi a dare continuità a questa tradizione c’è Pietro, uomo determinato e vignaiolo ambizioso il cui obiettivo primario è da sempre quello di rispettare e preservare l’identità del territorio vitivinicolo di appartenenza. I vigneti di proprietà coprono una superfice di 8 ettari e sono suddivisi in 3 appezzamenti tra le colline a nord di Verona nelle frazioni di Avesa, Parona e Quinzano dove in località Zovo nel 2006 è stata ultimata la nuova sede aziendale. Nella conduzione dei vigneti viene attuata la lotta guidata ed integrata, l’inerbimento del terreno e la concimazione organica mentre in vigna il lavoro è rivolto a contenere la produzione per vite ed accompagnare ogni singolo grappolo a perfetta maturazione.
