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La Liguria: i bianchi più difficili da fare e più emozionanti da bere d'Italia
C'è una regione italiana dove i vigneti crescono su terrazzamenti costruiti a mano nel corso di secoli, a picco sul mare Mediterraneo, su suoli sassosi e poveri che strappano alla vite il massimo del carattere varietale in cambio di rese bassissime e di una fatica fisica che pochissimi produttori al mondo sono ancora disposti a sostenere. Si chiama Liguria — la regione più stretta e più verticale d'Italia, quella dove tra il mare e la montagna non c'è quasi pianura, dove ogni metro quadro di vigna è stato conquistato al bosco e alla roccia con il lavoro di generazioni di contadini liguri che non avevano altra scelta.
La Liguria produce pochissimo vino rispetto alle altre regioni italiane — meno dell'1% della produzione nazionale — eppure produce alcuni dei bianchi più originali, più territoriali e più difficili da trovare dell'intera penisola. Vini che raramente escono dai confini regionali, che i liguri bevono tra di loro e che i sommelier di tutta Italia cercano con sempre maggiore interesse perché raccontano un territorio unico, irripetibile, impossibile da imitare altrove.
Il protagonista è il Vermentino — ma non il Vermentino sardo, più potente e alcolico. Il Vermentino ligure è il suo fratello più leggero, più floreale e più immediato: fresco, sapido, con una mineralità marina che richiama direttamente la vicinanza al Mediterraneo, note di fiori bianchi, agrumi e erbe aromatiche leggere, una freschezza acida che lo rende perfetto con il pesce fresco e la cucina di mare ligure. Nella Riviera Ligure di Ponente — tra Albenga e Imperia — il Vermentino esprime la sua versione più solare e fragrante, con quella mineralità sapida e salmastra che è la firma di questi suoli sassosi a picco sul mare.
Ma accanto al Vermentino c'è il Pigato — il bianco ligure per eccellenza tra i conoscitori, quello che i sommelier cercano e che il grande pubblico non conosce ancora abbastanza. Geneticamente imparentato con il Vermentino ma con un carattere completamente autonomo e distinto — più complesso, più aromatico, più strutturato — il Pigato cresce esclusivamente nella Riviera Ligure di Ponente su suoli poveri e sassosi tra Albenga e Imperia, sviluppando un profilo aromatico unico di erbe mediterranee, rosmarino, timo, macchia ligure e mandorla che non si trova in nessun altro vitigno italiano. È un bianco che richiede tempo per essere capito — non la freschezza immediata del Vermentino, ma una complessità aromatica che si dischiude lentamente e che sorprende sempre chi lo scopre per la prima volta.
A est, nella Riviera di Levante e nelle Cinque Terre, crescono il Bosco, l'Albarola e il Vermentino — i tre vitigni autoctoni che compongono il blend delle Cinque Terre DOC, il vino bianco che i turisti di tutto il mondo bevono affacciati sul mare ma che nella sua versione artigianale autentica è molto più interessante e complesso di quanto la sua fama da vino da cartolina possa lasciare supporre. E poi c'è lo Sciacchetrà — il passito delle Cinque Terre, prodotto da uve appassite, dolce e ambrato, uno dei vini dolci più rari e preziosi d'Italia.
Emporio Divino seleziona i vini bianchi della Liguria tra i produttori artigianali della Riviera di Ponente che meglio interpretano il Pigato e il Vermentino — quelli che lavorano vigneti terrazzati sul mare con dedizione generazionale e che portano nel bicchiere tutto il carattere di una regione che ha fatto della difficoltà la sua forza più grande.