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La Lombardia: la regione dei contrasti — dalle Alpi al Po, dal Nebbiolo alpino al Barbera padano

La Lombardia non è una regione vinicola — è un arcipelago di territori vinicoli radicalmente diversi tra loro, uniti solo dal confine amministrativo e dalla grandezza delle loro ambizioni. Da un lato la Valtellina, incastrata tra le pareti rocciose delle Alpi Retiche a poche decine di chilometri dal confine svizzero, dove il Nebbiolo — lo stesso vitigno del Barolo e del Barbaresco — cresce su terrazzamenti ripidissimi a quote impossibili, producendo vini di una finezza e di una longevità che sfidano qualsiasi paragone con i cugini piemontesi. Dall'altro la Franciacorta, le colline moreniche del Lago di Garda, l'Oltrepò Pavese — territori diversissimi per suolo, clima e tradizione, accomunati dalla capacità di sorprendere chi li scopre per la prima volta.

La Valtellina è il cuore dei vini rossi lombardi — e uno dei territori vinicoli più straordinari e meno conosciuti d'Italia. Immaginatela: vigneti verticali su terrazze di granito e gneiss costruite a mano nel corso di secoli, esposte a sud verso il sole che rimbalza sul fondovalle, a 300-700 metri di quota, con le nevi alpine a portata di sguardo. Il Nebbiolo — qui chiamato Chiavennasca — produce in questo contesto alpino estremo vini completamente diversi da quelli piemontesi: più leggeri di colore, più profumati, con un'acidità naturale affilatissima e una mineralità granitica che è la firma inconfondibile di questo territorio. Il Valtellina Superiore nelle sue sottozone — Sassella, Grumello, Inferno, Valgella, Maroggia — e lo Sforzato di Valtellina DOCG, prodotto da uve Nebbiolo appassite come l'Amarone veronese, sono i vini che meglio raccontano questa Lombardia alpina e impervia.

Ma la Lombardia dei vini rossi non è solo Valtellina. È anche il Botticino bresciano, il Cellatica, il Capriano del Colle — piccole denominazioni custodite da pochi produttori artigianali che resistono alla standardizzazione e producono vini di territorio autentico con vitigni autoctoni come il Groppello, la Marzemino, il Sangiovese lombardo. È la Bonarda dell'Oltrepò Pavese, vivace e beverina, che i milanesi bevono da secoli senza sapere che esiste fuori dal loro territorio.

Emporio Divino seleziona i vini rossi della Lombardia tra i produttori artigianali che meglio interpretano questa diversità straordinaria — con particolare attenzione alla Valtellina e al suo Nebbiolo alpino, uno dei grandi vini rossi italiani ancora troppo poco conosciuto al di fuori dei confini regionali.