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La Toscana: il paesaggio più famoso del mondo produce anche i suoi vini più iconici

Ci sono regioni vinicole che producono grandi vini. E poi c'è la Toscana — che produce grandi vini, un paesaggio che è diventato il simbolo stesso dell'Italia nel mondo, una cultura enogastronomica millenaria e una capacità narrativa che nessun'altra regione italiana può eguagliare. Il Chianti Classico, il Brunello di Montalcino, il Vino Nobile di Montepulciano, il Bolgheri — nomi che evocano immediatamente colline dorate, cipressi, ville rinascimentali e calici di rosso rubino alla luce del tramonto. Nomi che hanno fatto la storia del vino italiano nel mondo.

Il filo conduttore dei grandi vini rossi toscani è il Sangiovese — il vitigno autoctono più diffuso d'Italia, coltivato da secoli sulle colline toscane in una miriade di cloni e biotipi locali che prendono nomi diversi da zona a zona: Prugnolo Gentile a Montepulciano, Morellino a Scansano, Brunello a Montalcino. Ma è sempre lui — il Sangiovese — con la sua acidità naturale affilatissima, i suoi tannini eleganti, la sua capacità di esprimere il terroir con una trasparenza quasi borgognona e una longevità che pochi altri vitigni italiani possono vantare.

Il Chianti Classico è il cuore storico della Toscana vinicola — quella fascia collinare tra Firenze e Siena, le galestro e l'alberese, i vigneti a 250-600 metri di quota, la denominazione che ha attraversato alti e bassi storici per arrivare oggi a una qualità media che non ha precedenti. La Gran Selezione — la categoria apicale del Chianti Classico, riservata ai single vineyard o alle selezioni migliori dell'annata — è la risposta toscana ai Premier e Grand Cru borgognoni: vini di vigneto singolo, lunghi affinamenti, identità territoriale precisa. Il Brunello di Montalcino è invece il Sangiovese nella sua espressione più maestosa e longeva — prodotto sulle colline attorno a Montalcino in provincia di Siena, affinato per almeno cinque anni prima della commercializzazione, capace di evolversi magnificamente per decenni in bottiglia. È il vino che i collezionisti di tutto il mondo considerano l'espressione più alta del Sangiovese — e uno dei grandi vini rossi italiani tout court.

E poi c'è Bolgheri — la storia più recente e più rivoluzionaria della Toscana vinicola. Negli anni '70 Sassicaia dimostrò che i suoli argillosi e calcarei della costa tirrenica, baciati dal Mediterraneo e rinfrescati dai venti marini, erano capaci di produrre Cabernet Sauvignon di livello mondiale. Da quella rivoluzione sono nati i cosiddetti Supertuscans — vini IGT di altissima qualità prodotti con vitigni internazionali o in blend con il Sangiovese, fuori dai rigidi disciplinari delle DOC tradizionali — che hanno contribuito enormemente alla reputazione internazionale del vino toscano moderno.

Emporio Divino seleziona i vini rossi della Toscana con un criterio preciso: artigianalità autentica, rispetto del territorio e del Sangiovese, rifiuto della omologazione stilistica che ha penalizzato troppi vini toscani negli ultimi decenni. Chianti Classico Gran Selezione da vigneti singoli, Brunello da produttori biologici certificati, Bolgheri da cantine che privilegiano l'eleganza sulla potenza — la Toscana che merita di essere bevuta.